COMUNE DI COSTABISSARA
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Il punto ideale di partenza per i vari percorsi è il Parco del Donatore davanti a Villa San Carlo dove si trova una bacheca con la cartina topografica dei sentieri di tutto il territorio comunale.
Prendendo a destra su via San Carlo, fatti 300 metri, si svolta a sinistra in salita, per via Sant’Antonio e ci si trova inseriti in un contesto dal sapore medioevale dato dall’austero aspetto del castello (Sforza Colleoni come indica il cartello posto davanti all’ingresso che fu dei conti Bissari), da villa San Carlo e dalla imponente fattoria Buzzaccarini.
Prima che la strada inizi a scendere svoltiamo a destra per la Stradella degli Alpini che con il suo selciato a ciottoli in breve ci conduce alla bella chiesa Longobarda di San Giorgio e all’adiacente cimitero di Costabissara.

In fondo al piazzale un segnavia ci indica tre possibili percorsi:

  • Via Longa
  • Sentiero del Passado
  • Sentiero della Tornassa

Area pic-nic sul colle dietro al cimitero

Oasi Latason a Motta

Parco di Via Venezia

Roggia Muzzana San Cristoforo


Via Longa:
si prende diritti per via Pignare in salita su strada asfaltata e percorsi 100 metri un segnavia ci indica un sentiero che si addentra nel bosco. Il tracciato prosegue quasi pianeggiante fiancheggiando la parte meridionale della lottizzazione Pignare. Lungo questo tracciato alcuni massi portano incisi i segni lasciati dalle ruote ferrate dei carri, testimoni di frequenti passaggi su questa che doveva essere una strada di collegamento tra il paese e le varie contrade della collina.Si giunge al Passado così chiamato perché vi si incrociano ben 5 sentieri, vero snodo viario di tutta la viabilità di collina. Seguendo il segnavia ci si inoltra con una piacevole salita nel bosco per sbucare dopo alcune ampie curve ai piedi di una collinetta chiamata “Osservatorio” ( bella vista sulla sottostante pianura). Da qui per aperti prati si giunge all’abitato di Madonna delle Grazie sovrastato dalla chiesetta eretta negli anni venti per adempiere ad un voto pubblico pronunciato nel 1918 sotto la minaccia dell’invasione straniera. Il dislivello del percorso è di 170 mt. con tempo di percorrenza di un’ora circa.


Sentiero del Passado:
dal piazzale del cimitero prendere a destra la strada bianca in salita e poco dopo, a un segnavia, svoltare decisamente a sinistra. Inizia un piacevole percorso boschivo quasi pianeggiante che costeggia il lato nord della lottizzazione Pignare. A metà strada circa si può notare una vasca piena d’acqua denominata un tempo busa di Evaristo. Dopo circa 15 min. di strada si giunge al Passado dal quale si può decidere di proseguire per Madonna delle Grazie (Via Longa) o a ritornare al cimitero prendendo il sentiero più a sinistra completando così il periplo delle Pignare.


Sentiero della Tornassa:
dal cimitero a destra per la stradina bianca e poi diritti in leggera discesa lungo un bel muro a secco con vista su una caratteristica costruzione a torre che un tempo serviva da “roccolo” per la caccia. Il sentiero si inoltra poi nel bosco e in discesa fino a quasi al piano campagna. Si gira decisamente a sinistra dove il tracciato segue l’unghia del monte con andamento quasi piano. Possiamo scorgere sulla sinistra alcune gallerie facenti parte della linea di difesa di Vicenzadurante la guerra 1915/18 (non entrare per pericolo di crolli). Il sentiero termina con una piccola rampa dove è posto un segnavia; girando a sinistra in ripida salita si giunge al Passado, prendendo a destra per la stradina bianca dopo aver oltrepassato una bella e caratteristica fattoria si giunge all’abitato di San Zeno.


Sentiero delle Piane:
dalla contrada San Zeno, si va per la stradina che si stacca a destra della strada asfaltata che sale a Madonna delle Grazie e subito a sinistra va a costeggiare il maneggio. Arrivati ad una sbarra si prende a destra per un bel sentiero in leggera salita che costeggia una sottostante valletta. Dopo una decina di minuti il sentiero sbuca su dei prati con bella vista sull’abitato di Costabissara. Si prende obliquamente a sinistra, e, seguendo i segnavia, si supera una fattoria per giungere dopo alcuni tornanti alla strada panoramica. Prendendo a sinistra in 10 minuti si arriva alla bella chiesetta della Madonna delle Grazie. Di notevole interesse storico artistico è la chiesetta paleocristiana di San Zeno: dalla contrà S. Zeno in salita per la strada comunale che porta a Madonna delle Grazie, al secondo tornante girare a destra per un sentierino che, in discesa per circa 200 metri, ci conduce ad uno slargo dove si possono visitare i resti della chiesetta.


Sentiero delle Canevete:
si imbocca nei pressi della grande fattoria di località Piane, attraverso dei vigneti sale verso la evidente altura detta Ongaresca per scendere e terminare sulla strada che sale dalla località Pilastro (Via Monte Cengio).


Trodo dell’orco:
imboccata via San Valentino, (da vedere il bell’ oratorio del 1684) poco dopo si gira a sinistra per la stradina asfaltata che si inoltra nella campagna. Giunti alla prima fattoria prendiamo a destra costeggiando un prato e in leggera salita fin dentro al bosco (tracciato da verificare) dove il sentiero si inerpica. Giunti ad un prato girare decisamente a sinistra, e, fatti cento metri, prendere a destra per una carrareccia. Qui lo sguardo può spaziare su tutta la città di Vicenza e sulle colline di Costabissara e Monteviale. Proseguendo dopo un tornante si incrocia una strada bianca che sale da destra: se la imbocchiamo dopo circa mezzo chilometro si arriva ad una grande casa oltrepassata la quale il sentiero intercetta la Via Longa (a destra per Costabissara).Proseguendo per la carrareccia si sbuca su una strada bianca e tenendo la destra ad un successivo bivio si giunge rapidamente sulla strada panoramica che congiunge Monteviale a Madonna delle Grazie. Si può anche percorrere ad anello i sentieri descritti.


Giro dei Bissari: dislivello complessivo 270 mt. Tempo di percorrenza ore 2-2,30 circa. Partenza dal parco del Donatore. Si sale al piazzale del cimitero per via Sant’Antonio e la Stradella degli Alpini, quindi a destra per il sentiero della Tornassa. Giunti alla contrà San Zeno ci si porta a sinistra verso il maneggio da dove parte il sentiero delle Canevete, percorso il quale raggiungiamo la bella chiesetta di Madonna delle Grazie. Imboccata la strada comunale in discesa per Costabissara, al secondo tornante un segnavia ci indica il sentiero da percorrere in discesa: siamo sulla Via Longa. La si segue interamente fino al piazzale del cimitero di Costabissara da dove si scende poi al paese.



Cenni morfologici

il 70% del Comune di Costabissara si trova in zona di pianura e coincide con la parte settentrionale della Pianura Padana Veneta che presenta l’aspetto tipico della bassa pianura alluvionale a cui appartiene essendo a cavallo della fascia delle risorgive. Essa è percorsa dal torrente Orolo, nonché da una fitta rete di rogge, scoline e canalette utilizzate per scopo irriguo e per lo smaltimento delle acque meteoriche. Il restante 30% del territorio è suddiviso, dal punto di vista geomorfologico, in area di piana eluviale di fondovalle pedecollinare per un 7% e per un 23% in area collinare facente parte del margine orientale dei Lessini Meridionali Vicentini. Questi rilievi collinari limitano tutto il settore occidentale del territorio di Costabissara. Il complesso collinare dei Lessini risulta morfologicamente condizionato dalla natura litologica (calcari compatti) e dalla giacitura ad una serie di “altopiani” delimitati da profondi e ripidi versanti ed incisioni vallive. I Lessini, come i vicini Berici, sono, a causa della natura carbonatica della roccia, interessati da forme di dissoluzione carsica. Le uniche forme carsiche riconosciute cadono infatti in corrispondenza o in prossimità di brevi pianori: si tratta di alcune doline, in località Pignare, e di 4 cavità carsiche a sviluppo verticale che fungono da inghiottitoi per le acque meteoriche. Il contorno del rilievo collinare presenta valli inizialmente molto incise per allargarsi rapidamente verso l’antistante pianura raccordandosi senza apprezzabili dislivelli morfologici. Le risorgive sgorgano copiose al limite est del Comune ed alimentano costantemente delle piccole rogge di porta; negli ultimi anni, però, a causa dell’abbassamento della falda freatica alcune risorgive risultano scomparse.



Vegetazione e fauna

I boschi di latifoglie presenti nei territori collinari della provincia di Vicenza ricadono nella Regione Forestale Avanalpica, comprendente una fascia discontinua di territorio delimitata a Nord dal confine esterno della regione esalpica e a Sud dalla pianura pedecollinare e pedemorenica. L’area include i versanti che scendono dai primi rilievi prealpini prospicienti la pianura, nonché i vari sistemi collinari, di diversa natura geologica.
Nei versanti delle catene prealpine occidentali e orientali con prevalente esposizione meridionale trovano maggior diffusione i castagneti, gli ostrio-querceti e gli orno-ostrieti.
Il settore collinare, si presenta ricco di differenziazioni micromorfologiche e stazionali rispetto alle zone pianeggianti circostanti, per cui ospita una vegetazione assai variegata anche se estremamente disturbata dall’attività antropica. Questa è la zona dei querco-carpineti collinari, la cui estensione complessiva risulta alquanto ridotta rispetto a quella potenziale, in conseguenza dell’espandersi delle colture agrarie e degli insediamenti abitativi. Si tratta di boschi dalla composizione poco varia (Querce , Carpini, Ornelli, Noccioli, Aceri..) che vegetano spesso in condizioni di degrado e di abbandono che li hanno trasformati in boscaglie impenetrabili.
A causa della vicinanza degli insediamenti umani, sono stati grandi lo sfruttamento e l’alterazione che questi popolamenti hanno subito, soprattutto per la produzione di legna da ardere e di materiali per l’agricoltura. Nelle stazioni più fresche, dove prevalgono suoli più profondi e umidi e nelle vallecole più riparate, il bosco conserva una maggiore varietà e ricchezza di specie e quindi si riscontrano anche Quercus petraea, Tilia cordata, Carpinus betulus con un corredo arbustivo ed erbaceo di specie tipiche di stazioni temperate.
Le essenze arboree che maggiormente sono presenti sul territorio sono:Ostrya carpiniofolia o carpino nero, specie caratteristica delle zone collinari temperate e temperato-fredde e trova il suo ambiente ideale sulle pendici soleggiate e su suolo calcareo. E’ considerata una delle specie pioniere più preziose.

  • Acer campestre o acero campestre: è un elemento costante nei boschi di latifoglie, su terreni calcarei e calcareo-argillosi.
  • Fraxinus ornus o orniello: si adatta anche ai terreni superficiali essendo una specie rustica.
  • Ulmus campestris o olmo campestre: la sua diffusione è stata ostacolata dalla malattia crittogama della “grafiosi”.
  • Castanea sativa o castagno comune: presumibilmente diffuso dall’uomo, è un albero dotato di notevoli incrementi se governato a ceduo.

Il sottobosco, ricco e vario, diventa a tratti impenetrabile, a causa del fitto intreccio formato dal Biancospino, dal Pungitopo, dal Nocciolo, presente in alcune zone in ceppaie di notevoli dimensioni.
Tra i mammiferi è frequente l’incontro con la Volpe, che oggi si trova a lottare per la sua sopravvivenza contro l’avversione dell’uomo. Il territorio è popolato da piccoli gruppi di caprioli. Il capriolo, animale agile e schivo facente parte della famiglia degli ungulati, esce nelle radure solo il mattino e la sera, ma rifugge il contatto con l’uomo. Si ciba di gemme ed erbe tenere. I maschi sono riconoscibili dai palchi ossei terminanti con tre punte a coltello. I piccoli del capriolo vengono tenuti in luoghi riparati da soli per 15 giorni, ma la madre va regolarmente ad allattarli; appena possibile i piccoli seguono la madre al pascolo e cominciano la lotta per la sopravvivenza.
Tra la famiglia dei Mustelidi è facile veder fuggire qualche Faina e qualche Donnola. Nel territorio sono inoltre presenti Lepri e Caprioli. Tra i micromammiferi si annoverano Scoiattoli, Moscardini e Ghiri.


 

Cartina sentieri di Costabissara
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cartina sentieri di Costabissara



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